La Lega dei ticinesi mette nel mirino il piano di sorveglianza italiano che prevederebbe postazioni di videosorveglianza fissa ai valichi:"E' come il Fiscovelox"
"I fiscovelox stanno tornando". A lanciare l'allarme è la Lega dei ticinesi che punta il dito contro l'Italia circa l'intenzione - ancora non confermata ma non smentita n.d.r. - di installare delle postazioni di videosorveglianza fissa ai valichi con il Canton Ticino.
L'accusatore è il deputato Lorenzo Quadri che attraverso un suo articolo pubblicato sul mattinonline.ch (organo stampa del suo partito) sottolinea che l'ipotesi "non è stata smentita" e che nel futuro prossimo telecamere tricolori potrebbero filmare targhe, vetture, uomini e movimenti di chi si avvicina al confine.
"Altro che concessioni all'Italia... Si va di male in peggio", dice Quadri.
"Pubblicamente vengono addotti motivi di sicurezza; c'è però il sospetto che i nuovi impianti (di cui al momento si starebbe discutendo il finanziamento) serviranno in realtà da surrogato dei famosi fiscovelox. Vale a dire, serviranno quali strumenti volti ad identificare, ed in seguito indagare, basandosi sulla cilindrata e il modello del veicolo, cittadini italiani facoltosi "pizzicati" a varcare il confine con il nostro Paese. Si tratta quindi di impedire, con discutibili misure deterrenti e persecutorie, di portare un contributo all'economia ticinese".
Come ormai arcinoto il fiscovelox viene da tempo contestato dai ticinesi "come simbolo della rottura unilaterale, da parte della vicina Penisola, dei rapporti di buon vicinato tra Italia e Svizzera".
Una rottura che ha portato ai noti problemi tra i due Paesi con tanto di blocchi dei ristorni, frecciate reciproche e sopratutto un peggioramento dei rapporti che nuoce sopratutto alle imprese.
"La creazione di postazioni di fiscovelox (o surrogati di fiscovelox) fisse sarebbe pertanto in palese contraddizione con le trattative attualmente in corso tra i due Stati - continua Quadri riferendosi alla "pax" temporanea arrivata recentemente con la notizia dello sblocco dei ristorni -. Va inoltre rilevato che i fiscovelox potrebbero configurare una violazione degli Accordi di Schengen. Essi costituiscono infatti una forma di controllo sistematico, motivato con la sola circostanza dell'attraversamento del confine".
Quindi Lorenzo Quadri si rivolge al Consiglio federale ponendo alcune domande:
Si è al corrente dell'intenzione italiana di collocare degli impianti di videosorveglianza fissa ai valichi con la Svizzera? Impianti analoghi sono previsti anche ai confini tra l'Italia e altri Stati? Quali garanzie ci sono che non si tratterà di una forma di impianti fiscovelox fissi?
Nel caso la possibilità che si tratterà effettivamente di fiscovelox fissi venga ritenuta concreta: quale sarebbe l'atteggiamento a questo proposito?
Di certo quello della Lega dei ticinesi non sarebbe dei più concilianti e la recente tregua sarebbe già in pericolo.
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