Dal vertice di Arcore la nuova manovra: salta il contributo di solidarietà, l'Iva non si tocca, intervento sulle pensioni, dimezzato il numero dei parlamentari
Dai primi resoconti relativi agli accordi sulla manovra decisi oggi ad Arcore da Bossi, Berlusconi, Calderoli e Tremonti, esce un quadro generale che sovverte i pronostici della vigilia e mette sul campo nuove decisioni che non mancheranno di fare discutere.
Di certo non si può parlare di una vittoria piena per gli enti locali. Anzi. I sindaci che hanno sfilato in migliaia, oggi nel centro di Milano, erano concordi su di un punto ben chiarito dal primo cittadino di Varese e presidente di Anci Lombardia Attilio Fontana:"Spero che l'accordo sia vicino e che ci possa essere uno stralcio completo dei tagli e della manovra che crea quella sorta di unione tra i comuni e reintroduce l'articolo 23", aveva detto il borgomastro leghista.
Invece da Arcore è arrivata solo una riduzione di 2 miliardi dai 6 complessivi: in pratica i Comuni dovranno subire tagli per "soli" 4 miliardi.
Negativa la prima critica sul tema arrivata da Osvaldo Napoli, il presidente dell'Anci nazionale e appartenente al Pdl:"Dal vertice di maggioranza e' venuto qualche timido riconoscimento per la situazione finanziaria degli Enti locali ma, in attesa di conoscere i dettagli dell'accordo, il giudizio si configura piu' negativo che positivo", ha commentato.
Non troppo contento Osvaldo Napoli si era detto anche al termine dell'incontro col ministro dell'Interno Maroni avvenuto nel pomeriggio nella Prefettura di Milano di corso Monforte:"Maroni ha detto di capire la nostra protesta. Ma non basta. Se non si cambia in futuro le nostre proteste saranno più forti", aveva detto. Da vedere se la riduzione di 2 miliardi basterà per acquietare i borgomastri.
A questo servirà forse il fatto che sono stati salvati i piccoli comuni ai quali verrebbe chiesto tuttavia di accorpare i servizi.
Alla situazione dei Comuni si aggiunge quella delle province. Queste, clamorosamente, saranno abolite per via costituzionale, quindi per tempi molto lunghi, così come il numero dei parlamentari che sarà dimezzato.
Possibile che la cancellazione delle province, anche quelle virtuose come quella di Varese e del Nord, non mancherà di suscitare altre polemiche.
Per quanto riguarda gli altri accordi usciti dal vertice di Arcore non sarà modificata l'Iva ( dal 20% al 21%) così come voleva Tremonti che al termine del vertice ha compiuto gesti di assenso e commentato:"Molto bene". Soddisfatto si è detto anche Calderoli.
Il sì più importante è arrivato in tema delle pensioni. La Lega diceva che non si sarebbero dovute toccare, ma alla fine si è arrivati a un compromesso.
Il calcolo sarà effettuato solo in base agli "effettivi anni di lavoro". Il raggiungimento degli anni di anzianità non dovrebbe quindi più tener conto degli anni di servizi militare e degli anni universitari che "verranno scorporati" mantenendo immutato l'attuale regime previdenziale. Ma questi anni saranno computati per il calcolo della pensione.
Salta invece il contributo di solidarietà inizialmente previsto oltre i 90 mila euro che verrà cancellato dalla manovra. Resterà invece in vigore solo per i redditi dei parlamentari.
Il mancato introito sarà sostituito da norme fiscali e minori agevolazioni al regime fiscale delle cooperative.
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