Mentre si attende l'abbattimento dell'opera che ha oscurato la vista lago è partita la fase due. Il comitato "Giù la giunta" propone iniziative e viene ricevuto a palazzo Cernezzi.
Continua la battaglia dei comaschi contro il muro che ha oscurato il loro lago.
Negli ultimi giorni le notizie non sono state confortanti: i lavori continuano e si è passati alla fase due, che prevede la costruzione di un secondo muro che parte da piazza Cavour al fine di completare l'opera di difesa dalle possibili esondazioni del lago. Muro che dovrebbe risultare ancora più alto di quello della "discordia" e che poi sarà tagliato - e quindi abbassato - un volta in piedi. Ma che nel frattempo non va proprio giù ai comaschi.
Il Comune ha poi dato ordine all'impresa costruttrice di oscurare le finestre che permettevano di controllare da fuori l'andamento dei lavori nel cantiere: ufficialmente per le contestazioni verso gli operai, anche se molti cittadini lamentano una mancanza di trasparenza nella conduzione dei lavori.
Della questione muro si occupa anche l'autorità giudiziaria: si indaga su possibili abusi edilizi da parte del Comune di Como, che ha realizzato i lavori in modo difforme dal progetto originario. E la guardia forestale ha effettuato i sopralluoghi sul cantiere.
Alcuni cittadini si sono costituiti in un comitato spontaneo denominato "Giù la giunta", e stanno mettendo in campo una serie di iniziative in città
(manifestazioni, banchetti, raccolta firme...). Lunedì sera hanno partecipato al Consiglio comunale, e sono stati ricevuti a palazzo Cernezzi da un delegato del sindaco, l'assessore Cenetiempo, il quale ha cercato di rassicurarli e ha promesso che tutto si risolverà.
Resta l'incertezza sui tempi, perchè ora, per vedere abbattuto il muro, bisognerà realizzare un nuovo progetto, finanziarlo, e poi realizzarlo. Da vedere se il cronoprogramma che fissava per Natale la data ultima entro il quale il muro dovrebbe venire abbattuto sarà rispettato.
Tutto questo, mentre i lavori sul lago non si fermano.
Lorenzo Battarino
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