Il sindacalista Uil dà colpa alle troppe spese degli Enti, ma non calcola virtuosi e non. Fontana:"Non sa di cosa stiamo parlando"
"Spending review" e Comuni col buco di bilancio: 800 milioni o 500? La Lega Nord, per voce di Massimo Garavaglia, vicepresidente della Commissione Bilancio del Senato, propende per la seconda ipotesi e parla del "gioco delle tre carte", mentre tra il sindaco di Varese Attilio Fontana e il sindacalista Luigi Angeletti, Uil, va in scena un botta e risposta sugli stipendi a rischio lanciato dai Comuni
Ad accendere le polveri proprio il segretario della Uil Angeletti secondo cui il 'rischio-stipendi' nei comuni è per il 90% colpa degli stessi.
"Angeletti non sa di cosa stiamo parlando - ha dichiarato Fontana all'agenzia di stampa Asca -. Sull'Imu la mancanza di un miliardo di euro di incasso porta anche mancanza nelle casse comunali. Il fenomeno e' pero' a macchia di leopardo, ci sono Comuni che hanno raccolto di piu' e altri meno. Questa situazione mette nell'immediato in difficolta' i comuni senza risorse. Angeletti parli con il governo e non se la prenda con i Comuni''.
Poi sui futuri rapporti con il Governo Fontana aggiunge:"Noi abbiamo rotto i rapporti con il governo a meno che venga accettato un emendamento alla spending review. Se il presidente Monti dice che i tagli vanno fatti su inefficienza e sprechi, allora non accetteremo tagli lineari".
E in risposta a Fontana Angeletti è tornato alla carica citando numeri:"L'Italia - ha detto - a parità di popolazione e con un territorio che è quasi la metà, ha il doppio dei comuni della Francia. Nel nostro Paese ci sono 7000 imprese comunali, provinciali e regionali con altrettanti presidenti, segretari, eccetera, per fornire servizi a 60 milioni dei cittadini; in Francia ce ne sono 700 dieci volte di meno ed offrono servizi anche migliori".
Quindi la "stoccata" più forte a Fontana:"Quando questo signore e i suoi colleghi ridurranno tutte quelle società ad un numero decente, risparmieremo miliardi di funzionamento", ha attaccato.
E ancora:"Abbiamo il record mondiale di gente eletta che amministra il Paese, 135mila persone. Questi sono i numeri: Fontana li smentisca e dica se c'è qualche altro paese industrializzato con numeri simili", ha concluso.
Angeletti può anche aver ragione in linea di massima, viene da dire, ma dimentica un "piccolo" particolare: a fronte delle gestioni virtuose e del numero degli impiegati comunali in linea col fabbisogno al Nord, è un dato di fatto che gli squilibri in materia sono concentrati nel Centro e sopratutto nelle regioni del Sud: Sicilia, Lazio, Campania e Calabria su tutte.
Qui stanno le mostruose spese della pubblica amministrazione che gravano sui conti dello Stato e sul portafoglio dei cittadini. Un "particolare" che Angeletti non dice.
Infine, come accennato sopra, sugli 800 milioni che l'emendamento presentato alla Commissione Bilancio del Senato sulla "spending review" prevede passino dalle Regioni ai Comuni, il senatore del Carroccio Garavaglia è categorico:"Il governo dei Professori fa il gioco delle tre carte. In teoria concede 800 milioni ai Comuni, prendendone 300 dai fondi già destinati ai Comuni stessi e quindi in realtà dà solo 500. Lo scandalo è che questi 500 vengono tolti dal fondo per i rimborsi fiscali alle aziende".
E conclude:"Gli 800 milioni vengono dati con l'opposto del criterio del merito: chi più spreca ottiene di più". Un disastro, "che consentirà forse ai Comuni di pagare gli stipendi fino a fine anno. Ma poi?".