L'assessore del Pdl Stefano Clerici ha espresso la sua idea, per molti non condivisibile. Ma è suo diritto "non bersi" tutto quello che viene raccontato dalla comunità internazionale
In una guerra civile non c'è mai un lineare divisione tra ciò che è bene e ciò che è male. Chi la combatte probabilmente pensa, da entrambe le parti, di essere
rappresentante del bene.
Ma sono posizioni lontane dalla realtà, fatta sempre di sangue e di ingiustizie. Retorica? Forse. Ma vale la pena di ricordarlo a chi, oggi, in questi giorni d'estate, comodamente seduto sul baratro della società occidentale, preferisce allontanare lo sguardo dalla guerra che qui si combatte a colpi di spread per volgere lo sguardo verso una guerra combattuta alla maniera tradizionale.
L'assessore del Pdl Stefano Clerici scrive su Facebook sostegno ad Assad, dimenticando che i giornalisti passano i profili degli amministratori al setaccio.
L'occasione è ghiotta per il centrosinistra, che subito trasforma "l'outing" dell'assessore in un caso politico e chiede in consiglio comunale le sue scuse, o, in alternativa, le dimissioni.
La risposta di Clerici è che non si vuole scusare, ma è aperto alla discussione. Del resto lui ha espresso un'opinione. Sbagliata? Forse sì. Ma Clerici ha voluto provocare facendo capire che non è disposto a "bersi" quello che molto spesso il pensiero unico internazionale propina alla gente.
Saddam Hussein, Gheddafi e Mubarak, ad esempio, per lunghi periodi sono andati assolutamente bene alla comunità internazionale.
Il cambio di registro è avvenuto per i disordini interni. Sempre spontanei, oppure "pilotati" per nuovi assetti geopolitici o motivazioni economiche? Stando alle dichiarazioni ufficiali, per mettere fine a massacri e tirannie di cui non conosceremo mai le reali proporzioni.
Ma allora ci si dovrebbe spiegare perché, in molti Paesi poveri o poco "appetibili" per posizioni geografiche strategiche, la forza internazionale non interviene a fermare soprusi, stermini e altre nefandezze della guerra civile.
Lungi dal far passare Assad per uno stinco di santo, sono effettivamente molte le domande che ci si potrebbe porre.
E allora, per garantire alla Siria una società e un futuro migliore, meglio un dialogo autentico con il governo in carica o una guerriglia che, come le precedenti dell'area mediorientale, sembra in parte spontanea e in larga parte "sponsorizzata" da interessate potenze straniere?
Il Pd accusa Clerici di avere leso l'onorabilità di Varese, in quanto come esponente istituzionale rappresenta tutta la comunità. Verissimo. Lui rappresenta la comunità. Ma questo non può certo eliminare le sue opinioni personali.
Che fine ha fatto la massima “Non condivido la tua idea, ma darei la vita perché tu la possa esprimere”, addebitata a Voltaire, che alla sinistra piaceva tanto?
Di diversa portata, invece, le critiche da parte della comunità siriana. Questi ultimi, in quanto originari di quella terra e conoscendola un po' meglio rispetto a tutti gli italiani che si sono riempiti la bocca di parole, hanno maggiore diritto ad intervenire.
E con loro Clerici dovrebbe chiarire. Ma del resto la sua assenza dal consiglio comunale non è stata una sua decisione.