Nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri. I pm parlano di "corruzione internazionale". Invito a comparire nei prossimi giorni
Come a suo tempo era stato anticipato dal Corriere della Sera è arrivato l'avviso di garanzia per Roberto Formigoni nell'ambito dell'inchiesta sulla Fondazione Maugeri.
Le accuse imputate al governatore sono quelle corruzione e finanziamento illecito. E al governatore della Lombardia e' stato notificato un invito a comparire nei prossimi giorni davanti ai pm di Milano.
Sabato per la precisione, ma il presidente ha detto che probabilmente non potrà essere presente.
L'inchiesta riguarda i suoi rapporti con l'imprenditore Pierangelo Dacco', indagato nell'ambito dei casi Maugeri e San Raffaele, vicende per le quali Formigoni ha detto di non essere coinvolto.
Ovviamente le imputazioni a suo carico sono tutte da provare.
LE DICHIARAZIONI
E venuto a conoscenza dell'avviso di garanzia il governatore Formigoni ha organizzato una conferenza stampa.
"Non mi dimetto perche' i fatti che mi vengono contestati sono falsi dall'inizio alla fine - ha detto ai giornalisti -. Non mi dimetto perche' rispetto la legge molto di piu' di quelli che ritengono che un'informazione di garanzia a tutela dell'indagato possa provocare la caduta della Regione Lombardia".
Formigoni ha detto che finora ha parlato l'accusa, ma poi toccherà a un giudice terzo a decidere "e allora sarà la dodicesima assoluzione".
E giusto per fare intendere come stanno le cose "resto al mio posto" ha sottolineato. E poi:"Non mi dimetto perche' l'avviso di garanzia e' a tutela dell'indagato e i fatti contestati sono falsi dall'inizio alla fine".
Poi è tornato sul dodicesimo avviso di garanzia:"Mi hanno gia' mandato a processo 11 volte - ha detto - e sono stato sempre assolto e se non saro' rinviato a giudizio questo rimarra' un altro inutile avviso di garanzia a Formigoni". "Sono sicuro che tutti i miei comportamenti sono rettilinei".
TRANQUILLO DOPO LA LETTURA DEGLI ATTI
"Dopo la lettura di questi atti non ho assolutamente nulla da temere. Ho letto le carte, le ho rilette, non c'e' una novita'. Avevo etto gia' tutto negli articoli di giornali. Nulla di nuovo: i soliti episodi da me gia' definiti falsi gravemente deformati", ha sostenuto il governatore lombardo.
"RESTO FINO AL 2015, MA AL 2013 SI VEDRA'"
E ha concluso:"Sono tranquillissimo". poi ha affermato che vorrebbe rimanere al Pirellone fino al 2015 anche se ha chiarito che l'anno prossimo, il 2013, in contemporanea con le elzioni politiche valutera' il da farsi.
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