A vent'anni dalla caduta del muro di Belino i comunisti ticinesi andranno in onda sul web. "Bandiera rossa" cerca collaboratori e garantisce "indipendenza e apertura". Ci credete?
Ridere o piangere? De gustibus. Di certo fa notizia il fatto a vent'anni dalla caduta del muro di Berlino qualcuno non trovi di meglio di riattaccare con la minestra strariscaldata del comunismo, a decine di milioni di persone rimasta indigesta per una vita... tanto da morirci.
Ma adesso in Svizzera la vecchia ideologia si presenta in veste nuova e si conquista anche una televisione sul web.
Il progetto ha già un nome, poco originale ma in linea con la più ferrea ortodossia comunista: "Red Flag tv", ovvero, la televisione "Bandiera rossa".
L’iniziativa avrà come riferimento il Partito comunista ticinese anche se nel "promo" di Facebook si dice che la redazione - che cerca collaboratori - sarà composta da "giornalisti indipendenti (sic) e persone aperte nel proporre idee e dibattiti"
"Red Flag tv", si legge, "nasce con l'idea di promuovere e diffondere la propria cultura, di contribuire alla formazione politica dei militanti attraverso il web, e di aprire con trasmissioni e dibattiti online il proprio confronto tra le diverse forze politiche del paese".
La programmazione vera e propria dovrebbe cominciare a gennaio, ma il concerto del 1 Maggio tenutosi a Lugano è già disponibile da adesso accedendo al sito online. E in base a quanto si legge, nel palinsesto futuro potrebbero trovare spazio alcune dirette, tra le quali l'interessantissimo Congresso annuale del partito comunista ticinese.
Da dire che un "pochino" stridono i propositi di "indipendenza e apertura" con un organo d'informazione che fa appello a bandiere rosse e falce e martello.
Ma nella democraticissima e neutrale Svizzera, che ci ha abituato ad eccellenze in ogni campo, potrebbe succedere anche questo. O no?
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