Varese (21100 VA), Lombardia | m.s.l.m.: 382 | Collina interna | km²: 54,93 | Ab.: 81.788
Il provvedimento dà un giro di vite all'"anarchia" in materia di negozi etnici: vieta la concentrazione e impone lingua italiana e personale qualificato. L'assessore Ghiringhelli:"Saremo intransigenti"
La Legge è stata approvata dal Consiglio regionale lo scorso 15 Febbraio e va nella direzione di evitare ghetti stranieri nelle città lombarde.
Con quella che è stata definita la "legge Harlem" - in quanto richiama i provvedimenti dell'ex sindaco di New York Rudy Giuliani circa i negozi etnici - i sindaci potranno limitare il proliferare di attività della stessa tipologia, ad esempio venditori di kebab, minimarket etnici, parrucchieri cinesi o centri massaggi orientali, la cui concentrazione crea spesso degrado e problemi di ordine pubblico.
Non solo, tale concentrazioni vanno a "marchiare" indelebilmente intere vie o quartieri, spesso rinominate in base alla presenza dell'etnia preponderante, arrivando di fatto alla creazione di comunità chiuse.
La legge prevede inoltre un'adeguata conoscenza della lingua italiana per coloro che decideranno di aprire un bar o un ristorante.
Insomma, il principio che muove il provvedimento è quello di un maggior controllo del territorio, con particolare riferimento alla salvaguardia dei centri storici.
Una legge che piace al Carroccio varesino che vede finalmente uno strumento concreto per tutelare la cultura locale:"E' importante – spiega Marco Pinti, segretario della Lega di Varese –, mettere un argine all'invasione commerciale che stringe a tenaglia il nostro tessuto produttivo: da una parte infatti abbiamo grandi capitali stranieri che rilevano le nostre industrie in difficoltà, vedi la "Cobra" comprata dai tedeschi, e dall'altra vediamo troppo spesso le insegne dei piccoli negozi tradursi in cinese o in altre lingue con conseguente impoverimento tanto della qualità dei prodotti, quanto della forza dei nostri negozianti che si trovano ad affrontare una concorrenza sleale."
Una prima "diga eretta dalla legge elettorale contro il proliferare selvaggio di commercianti extracomunitari", dice il Carroccio, sarà appunto la conoscenza della lingua italiana come requisito necessario per la concessione della licenza, un punto fermo che viene ribadito anche dall'Assessore al Commercio del Comune di Varese, il leghista Sergio Ghiringhelli che sottolinea come questo sia un passaggio "tutt'altro che simbolico."
"La lingua – sostiene Ghiringhelli – è il cardine dell'integrazione e questo è vero ancora di più quando si tratta delle insegne dei negozi che rappresentano visivamente l'anima dei quartieri. Su questo saremo intransigenti quando si tratterà della concessione delle licenze. Inoltre la legge regionale dà importanti poteri ai comuni in materia di pianificazione della presenza di strutture commerciali per non dar spazio a concentrazioni pericolose sia per l'economia, quanto per il decoro urbano. Infine con questo provvedimento finalmente si pone fine alle scappatoie con cui alcuni commercianti stranieri potevano aggirare le norme sull'artigianato: mi riferisco ai centri massaggi orientali dove dovrà operare personale qualificato e rispettare le leggi esattamente come tutti i centri estetici. Insomma – conclude l'assessore – chiamiamola pure "legge harlem", sarà sempre meglio di quella che vigeva prima: la "legge harem."
Un pacchetto di misure dunque destinato a regolamentare in modo più stringente la vita commerciale delle città, ma la cui applicazione effettiva non potrà fare a meno dell'attenzione della polizia municipale, come ricorda l'assessore leghista alla Sicurezza del Comune di Varese, Carlo Piatti che dichiara come "il rispetto delle regole da parte di tutti è una priorità assoluta."
"Con queste nuove misure – prosegue Piatti – il potere del Comune è notevolmente aumentato. Continueremo i controlli ordinari a tutti gli esercizi, ma non mancheremo di dedicare un attenzione particolare ai commercianti cinesi e non, per vigilare su quel rispetto di norme che molto spesso sembra approssimativo. Mi riferisco non solo agli obblighi igienico-sanitari, ma anche al controllo qualitativo delle merci e alla loro etichettatura."
"Solo la Lega – conclude l'assessore – è il baluardo contro l'illegalità e il degrado urbano. Attiverò in questo senso le pattuglie della polizia municipale così che il controllo e l'ordine siano i cardini attorno a cui ruota il benessere del nostro territorio."