Varese (21100 VA), Lombardia | m.s.l.m.: 382 | Collina interna | km²: 54,93 | Ab.: 81.788
Per il congresso provinciale la base "maroniana" sarebbe pronta a sostenere Castglioni, candidato diverso da quello appoggiato dal Senatùr
Una premessa è d'obbligo: qui per forza si deve parlare col condizionale, perchè non è ovviamente ancora interpretabile quello che accadrà domenica e men che meno le posizioni dei leader e dei militanti del Carroccio alla vigilia del congesso provinciale.
Ma quella che un tempo era operazione di routine e che dovrà decretare il successore di Stefano Candiani, è ormai diventata una partita con risonanza nazionale che apre scenari importanti per il futuro del partito.
A metterla su questo piano, volontariamente o meno, è stato lo stesso capo della Lega: Umberto Bossi in persona domenica sera si è schierato col candidato Maurilio Canton. E quella che una volta sarebbe stata la "pietra tombale" su ogni discussione interna, adesso è la causa di un problema mica da ridere che rischia di fare emergere fragorosamente tutti i "mal di pancia" nella culla del Carroccio. E non solo.
Infatti, per l'appuntamento all'Atahotel di Varese girano tra i militanti voci poco rasserenanti per il capo indiscusso, finora, della Lega. Si dice che la base, o meglio, la sua maggioranza, sarebbe pronta a sostenere un candidato diverso da quello appoggiato da Umberto Bossi.
E non solo. Perchè a quanto trapela dal Carroccio, anche il ministro Maroni, per evitare uno scontro frontale col suo capo, si sarebbe detto concorde nell'appoggiare Canton, allontando così ogni possibile dubbio di una posizione "ribelle" del referente dei "maroniani".
Anche perchè l'esponente di Bossi e Reguzzoni rappresenterebbe un "contrappeso" alle vittorie maroniane a Brescia e in Valcamonica.
Ma tornando a bomba, parecchi degli oltre 200 delegati che domenica esprimeranno il voto - supportati da una lunga fila di altri militanti che resteranno fuori dalle urne - sembrano non poterne più dei diktat di Via Bellerio.
E in virtù dell'accordo "ufficiale" di Maroni con Bossi, invece di Tarantino - sindaco di Samarate e posizionato nella categoria dei "maroniani" - sarebbero pronti a fare ricadere la propria scelta su Donato Castiglioni, candidato vicino al senatore Fabio Rizzi.
In questo caso, se ciò davvero avvenisse, Canton potrebbe essere battuto e questo significherebbe un colpo comunque durissimo per l'autorità del Senatùr.
Senza contare quello che succederebbe se invece a prevalere dovesse essere la figura di Tarantino.
In ogni caso qui a Varese si è ormai alla conta tra i militanti: la metà circa dei 212 delegati starebbe con Maroni e quindi con Tarantino. Un 20% viene indicato pro-Castiglioni e il restante 30% con Canton.
Ma non si esclude che molti, affezionati al grande capo Bossi, rovescino le previsioni e decidano per Canton. Ipotesi che al momento, sentendo il polso della base varesina, appare tuttavia come la più remota.
A supporto di ciò vi sono dichiarazioni sui giornali nazionali che danno per scontata una ribellione dei militanti nei confronti di Bossi, perchè non vogliono nemmeno saperne di avere Canton segretario provinciale e perchè la loro intenzione sarebbe quella di mandare un segnale forte ai vertici. A cominciare dalla posizione più alta.
Se si dà quindi per certa una volontà di disobbedire, bisognerà vedere se questa si concretizzerà e come.
E sono in molti a sostenere che nel caso di una clamorosa sconfessione di Bossi, la partita per la successione sarebbe ufficialmente aperta.
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