L'agenzia Moody's ha confermato il rating Aa1, più alto rispetto allo Stato italiano e il maggiore tra tutte le regioni. Spiccano solidità dell'economia, gestione finanziaria, indebitamento basso e liquidità .
Moody's ha confermato a Regione Lombardia il rating Aa1, più alto rispetto allo Stato italiano e il più alto tra tutte le regioni italiane (compresi tra Aa2 e A3).
L'analisi compiuta dalla società di rating ha esaltato le peculiarità e la virtuosità di Regione Lombardia: ricchezza e solidità dell'economia lombarda, elevata qualità della gestione finanziaria, sanità in equilibrio, indebitamento molto basso, con un trend in diminuzione, buon profilo di liquidità.
E' stato inoltre evidenziato, come elemento distintivo rispetto alle Regioni italiane a statuto ordinario, il raggiungimento dei 90 giorni nei tempi di pagamento dei fornitori sanità, grazie alla creazione del Fondo socio-sanitario.
Moody's ha anche riconosciuto a Regione Lombardia uno dei ruoli più attivi nel panorama europeo quanto ad utilizzo dello strumento di project financing, soprattutto in ambito di edilizia ospedaliera.
Soddisfazione è satata espressa dai vertici della Regione Lombardia, a cominciare dal presidente Roberto Formigoni e poi dai consiglieri regionali di vari schieramenti.
Questo perchè la valutazione certifica che anche in periodo di crisi i conti lombardi sono a posto e "siamo considerati come la regione italiana con il maggior grado di solvibilità del debito, e con un'affidabilità superiore a quella dello Stato italiano", ha detto Formigoni.
La scala di valutazione di Moody's ha al suo vertice la tripla A (Aaa), corrispondente a un livello minimo di rischio, seguita immediatamente da Aa1 (assegnato alla Lombardia) con cui si classifica l'"alta qualità" del debito. A decrescere, con la semplice A, viene considerato un debito di buona qualità ma soggetto a rischio futuro, con la lettera B (debito con bassa probabilità di ripagamento), fino a raggiungere il livello più basso (contrassegnato dalla lettera C) con cui viene classificata l'insolvenza.
"I rating assegnati a Regione Lombardia e al suo debito (il bond emesso nel 2002) - si legge nella nota diffusa da Moody's - riflettono la forza e la ricchezza dell'economia regionale, sebbene colpita dalla crisi economica, e l'elevata qualità della gestione finanziaria".
SCHEDA
Tra le regioni più ricche d'Europa, la Lombardia ha un PIL pro-capite superiore del 28% alla media italiana, del 15% alla media Europea a 15 Stati e contribuisce per quasi il 21% al PIL nazionale. L'economia regionale ha iniziato a risentire dell'impatto della crisi economica nel 2008, anno in cui il PIL ha subito una contrazione dell'1%. Secondo le ultime stime, è prevista un'ulteriore riduzione del 5,3% nel 2009, in gran parte causata da una frenata nei consumi. Negli anni successivi ci si aspetta una crescita del PIL pari allo 0,6% nel 2010 e all'1,4% nel 2011, quindi una ripresa più veloce rispetto alla media nazionale, essendo previsto per l'Italia un tasso di crescita dello 0,1% e dell'1%, rispettivamente, per il 2010 e 2011.
Le attività di esportazione della Lombardia, regione con uno tra i più elevati gradi di apertura verso l'estero, rappresentano il 29% del commercio nazionale e contribuiscono per quasi il 31% al PIL regionale (Italia: 23%).
L'economia lombarda è prevalentemente basata sul settore terziario (65% del valore aggiunto) e su un settore industriale diversificato (34% del valore aggiunto), che comprende un elevato numero di piccole e medie imprese specializzate in produzioni ad alto valore aggiunto. Il settore finanziario - in particolare, banche e assicurazioni - svolge un ruolo di primaria importanza, collocando Milano tra i più importanti centri finanziari al mondo. La Lombardia vanta inoltre un gran numero di distretti industriali, con specializzazioni nei settori meccanico, elettrodomestico, tessile e della moda. Il florido stato dell'economia regionale si riflette inoltre in uno dei tassi di disoccupazione più bassi del paese (3,7% nel 2008, rispetto al 6,8% dell'Italia nello stesso anno).