Varese (21100 VA), Lombardia | m.s.l.m.: 382 | Collina interna | km²: 54,93 | Ab.: 81.788
Graziano Ballinari mostra quelle che lui dice di essere le mutande di Rosy Bindi...
Il "mutandologo" Graziano Ballinari inaugura l'allestimento di indumenti intimi. Un "caso" quelle della Bindi: lui conferma, lei smentisce. Un appello alla Minetti: “Mandami anche le tue”
L'Italia è in mutande per colpa dei governi che l'hanno guidata nei decenni. E a Varese ci si consola con la mostra "La storia in mutande", allestita nei locali dei Circolo di Bizzozero, in via Monte Generoso 7, dal mutandologo varesino Graziano Ballinari.
"Dimmi che mutande porti e ti dirò chi sei – esordisce Ballinari – l'indumento infatti racconta tutto di una persona, ma narra anche la storia del nostro popolo. Nella civiltà contadina c'erano mutande per ogni occasione. Quella della messa, bella e colorata per l'occasione, quella del ciclo mestruale, realizzata con una tasca dove inserire il fieno, perché all'epoca non esistevano gli assorbenti".
E poi ancora mutande con scaldapene incorporato e quelle con un'apertura in prossimità della vagina, per consumare il rapporto sessuale senza che la donna si spogliasse.
Insomma, una collezione varia. E accanto a questi esemplari, ci sono anche mutande che appartennero a personaggi famosi.
Si va dal Duce cav. Benito Mussolini e a Vittorio Emanuele II. Ma sono quelle delle donne che abbondano: Marilyn Monroe, la regina Margherita, la Bella Otero, Eleonora Duse e la contessa di Castiglione, che venne "usata" da Cavour per sedurre Napoleone III e ottenere l'appoggiò della Francia contro l'Austria.
Indumenti che Graziano Ballinari asserisce essere tutti autentici, raccolti attraverso una grande ricerca, ma chiesti anche personalmente ai diretti proprietari, nel caso di personaggi comtemporanei, come Iva Zanicchi.
E c'è un pezzo che reca la scritta della presunta proprietaria: Rosy Bindi. La quale, contattata dal quotidiano Libero per sapere se la storia corrispondesse al vero, ha negato.
Ma Ballinari sostiene l'opposto: "Era il 1996. Lavoravo al Maurizio Costanzo Show, e durante una puntata, poco prima dell'estate, Rosy Bindi fu nostra ospite. Una persona simpatica e alla mano, non come molti altri poltici".
Dietro alle quinte, presente il compianto professor Riccardo Pazzaglia (ospite fisso dello show), la classica richiesta del mutandologo ballinari: "Non è che mi darebbe anche le sue mutande?" chiese in tutta traanqquillità.
Il mutandolo garantisce - ma è la sua versione, n.d.r. - che ridendo la Bindi avrebbe acconsentito.
"E il giorno dopo sono puntualmente arrivate. Alloggiavo all'Hotel Ritz durante il periodo in cui lavoravo in televisione. Al mattino sono venuti all'alberto il professor Pazzaglia e la segretaria della Bindi, e mi hanno consegnato in una busta le mutande".
Si sia tutto vero noi non possiamo saperlo e ci limitiamo a riportare quando asserito.
Non si esclude che magari le mutande in questione non siano mai state utilizzate dalla parlamentare: forse furono acquistate proprio per accontentare la richiesta.
Questa in ogni caso è la storia di Ballinari. L'unica cosa certa è la presenza dell'indumento intimo, nella mostra, che reca la scritta che ne addebita la proprietà alla parlamentare democratica.
La mostra, inaugurata martedì scorso, proseguirà fino al 15 settembre. Sono esposte circa 120 mutande, ma la collezione personale di Ballinari si aggira sulle 500. "Tutte non ci stavano".
Eppure, nonostante i numeri, Ballinari è insoddisfatto. Perché un pezzo manca alla sua collezione. Quelle di Nicole Minetti, la bellissima consigliera regionale del Pdl. "Mi auguro che voglia far pervenire un paio di sue mutande al mutandologo" è il suo augurio.
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