La proposta č quella di progettare un doppio corso della moneta in Insubria:"All'Euro affiancare una moneta di corso pił basso, emessa e utilizzata per le spese della gente comune"
Il presidente del Movimento econazionale Domą Nunch, Lorenzo Banfi, "arricchisce" il programma da proporre ai cittadini e ribadisce la necessitą di progettare un doppio corso della moneta in Insubria.
«L'Europa dei banchieri ci ha imposto l'euro, che ha affossato la nostra economia rendendoci schiavi delle decisioni di Francia, Germania e BCE. Analogamente, il salvataggio dell'euro-zona, delle sue banche e dei debiti "sovrani" sarą pagato tramite enormi sacrifici da parte del popolo; tutte cose che nessuno ha mai scelto o votato, e che vorremmo evitare ».
Come gią espresso in precedenti occasioni, secondo gli econazionalisti, la soluzione č nel mantenimento temporaneo dell'euro, ma solo se affiancato da una moneta di corso pił basso, emessa e utilizzata per le spese della gente comune, quindi non utilizzabile per speculazioni finanziarie. Come chiamarla? Lira (in italiano) o Franch (in milanese) sarebbero nomi vincenti, nel solco della nostra Storia.
Continua infatti Banfi: «Soprattutto, sarebbe una valuta "protetta" e diversa dalle monete locali gią viste in passato in Italia, che non hanno prodotto risultati. Quello che Domą Nunch propone č che sia coniata direttamente da un'istituzione dotata di sufficiente potere politico, e che di conseguenza possa farla funzionare in tempi brevi».
Il riferimento č chiaramente alle Regioni, e all'annuncio di Domą Nunch di partecipare alle elezioni amministrative per la Regione Lombardia. «Avere uomini e donne del nostro Movimento al governo della Regione servirą a condurre questa e altre battaglie. Io vedo molta gente che ha fede nel progetto econazionale, perchč ha capito č che l'unica speranza per risolvere i nostri problemi, una volta per tutte ».
Non utopie, ma fantasie.
Al reverendo Lorenzo Banfi proporrei di studiare un po' meglio le vicissitudini di proposte simili, nate in ambito limitato. Dica che sono desideri, fantasie, ma non illuda: una una diffusa fra fra i "noster" accanto a quella comune. E non illuda che con quella nuova si possa fare, la gente comune, la spesa quotidiana protetta dalla speculazione. E non sia credulone: la Regione ha una sua dignitą tale da non abboccare a proposte illusorie. In pace, padre, la saluto. Francesco
Francesco — Pubblicato il 16/02/2012 alle 15:52
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