
I frontalieri non sono evasori. La buona notizia è arrivata sabato, quando l'Agenzia delle Entrate ha finalmente emanato una circolare che salva i lavoratori della provincia di Vares e della provincia di Como che ogni giorno vanno a lavorare in Svizzera.
I tecnici dell’agenzia puntualizzano che non sono oggetto di monitoraggio fiscale le somme versate per legge a forme di previdenza complementare organizzate o gestite da società ed enti di diritto estero, come ad esempio il secondo pilastro svizzero (previdenza integrativa obbligatoria per chi lavora in Svizzera).
La notizia arriva dal Carroccio, ed in particolare dal senatore Armando Valli, che insieme al senatore Fabio Rizzi ed al deputato Nicola Molteni si era interessato del problema dei frontalieri (clicca qui).
Durante la riunione della commissione bilancio della Camera, qualche settimana fa, il direttore generale dell’Agenzia delle Entrate Attilio Befera si era detto disponibile alla emanazione di una circolare per quanto riguarda i frontalieri che lavorano in Svizzera.
“Oggi con questa circolare abbiamo ottenuto un grande risultato che coinvolge migliaia di famiglie di nostri lavoratori – dice Valli – che ogni giorno varcano la frontiera svizzera e questo grazie alla nostra convinzione della giustezza di questo provvedimento”.
Il lavoro dei leghisti è stato reso possibile dall’impegno dell’onorevole Giancarlo Giorgetti, il quale ha guidato la difesa dei frontalieri. Giorgetti è riuscito a salvaguardare non solo i lavoratori varesini e comaschi che ogni giorno varcano il confine, ma anche i buoni rapporti che hanno sempre contraddistinto il Nord Italia con la Svizzera.


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