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Questo il dato principale comunicato dall’Osservatorio Politiche Sociali della Provincia. Nel Varesotto siamo sopra "quota" 876mila abitanti. Gli stranieri sono il 7,4% ma fanno registrare un incremento minore.

Varese, la crisi mette un freno agli immigrati
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Sono stati pubblicati dall’Osservatorio Politiche Sociali della Provincia di Varese i dati di fonte anagrafica relativi alla popolazione residente in provincia al primo gennaio 2010.
Dai dati emerge un rallentamento del ritmo di crescita della popolazione residente che al 1 gennaio 2010 ha superato gli 876 mila abitanti, rispetto agli 871 mila dell’anno precedente, con una leggerissima prevalenza femminile (105 donne ogni 100 uomini).
Il basso incremento complessivo della popolazione registrato nel 2009 (0,6%) è riconducibile alla componente straniera che - sebbene in crescita del 6% - registra l’incremento minore degli ultimi sette anni, inferiore del 40% rispetto al solo 2008. 
Infatti, sebbene  la propensione a fare figli degli stranieri resti quasi 2,5 volte maggiore rispetto agli italiani, la difficile congiuntura economica che sta vivendo in particolare l’industria manifatturiera, ha indubbiamente colpito anche la popolazione straniera.
Il  nostro territorio risulta essere “meno attrattivo”, così come testimoniato dall’aumento dei movimenti di stranieri in uscita dai confini provinciali- sia verso altri comuni italiani che verso l’estero - che dai minori flussi in entrata.
Insomma, considerate le difficoltà con la quale la congiuntura ci costringe a confrontarci ogni giorno, questo dato ha ricadute positive anche in termini di minori spese dovute per assistenza e sovvenzioni nei confronti degli immigrati.


Con oltre 66 mila residenti registrati alla anagrafe, al 1 gennaio 2010, gli stranieri - irregolari esclusi, ovviamente -, rappresentano il 7,4% della popolazione della provincia di Varese.
Invariate le prime 4 nazionalità  per residenti che complessivamente raccolgono quasi il 45% delle presenze – rispettivamente Albania, Marocco, Romania ed Ucraina - con questa ultima che incrementa per oltre il 12% distanziando il Pakistan, quinta nazionalità che può vantare il maggior incremento relativo 2008-2009 (17%).


Rimandando alla lettura dei dati pubblicati sulle pagine web del settore Politiche Sociali (www.provincia.va.it/sociali.htm) nella sezione dedicata all’Osservatorio, in sintesi emerge che :
- Incrementa leggermente la popolazione residente nei 44 Municipi compresi tra i 5 mila ed i 20 abitanti, mentre le altre classi ampiezza restano stabili
- Continua la lenta emorragia di residenti da Varese e Busto Arsizio insidia sempre più da vicino il primato demografico del capoluogo, con le due città divise ormai da poche decine di abitanti; 
- Continua anche il processo di parcellizzazione delle famiglie con un numero di componenti progressivamente minore e viceversa l’accrescimento di quelle monopersonali, composte in stragrande maggioranza da anziani soli, in particolare donne.


Il 7,5% della popolazione (oltre 66 mila residenti) è composto dai vedovi e vedove (queste ultime sei volte più numerose) mentre le oltre 367 mila famiglie anagrafiche registrate hanno una dimensione media di 2,38 componenti.
La struttura per età della popolazione vede il 9,6% dei residenti in  provincia (oltre 84mila abitanti) con oltre 74 anni, e di questi oltre 22 mila sono over 84enni con concentrazioni significativa nell’area nord provinciale.
Complessivamente il 1 gennaio 2010 per 100 ragazzi sino a 14 anni contiamo 148 over sessantaquattrenni, a fronte dei 134 contati nel gennaio 2000.  I più piccoli sino a 5 anni rappresentano il 5,8% della popolazione con valori inferiori alla media provinciale (e dunque quote relative alla prima infanzia minore) negli ambiti di Luino, Cittiglio, Varese, e Busto Arsizio.

redazione@ininsubria.it

 

 (2010-07-01 00:00:00)
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