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In vista del ritorno al voto l’anno prossimo, gli amministratori iniziano a preoccuparsi per la riduzione degli assessorati, da 10 ad 8. Difficile trovare una intesa nel Pdl

Varese, pochi posti troppi partiti
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In Comune i partiti dovranno restringersi. Proprio adesso che, dopo un lungo mandato di scontri, sembrano essere tutti tornati ad apprezzare la coalizione.
Stiamo parlando di Varese, che l’anno prossimo tornerà al voto, ma con una brutta novità rispetto al passato: dopo la legge che ha riformato gli enti locali, ci saranno due posti in meno in giunta ed otto in meno in consiglio.
Un taglio di due assessori sembra ridicolo, ma non a Varese, dove per fare quadrare i conti in tutti i partiti è sempre difficile.

 

Prendiamo ad esempio il Pdl, che con 7 assessorati, 5 di Forza Italia e 2 di An, è sempre stato stretto ed ha avuto più di una lotta intestina, durante tutto il mandato, per fare posto a questa o a quell’altra corrente. Ma non va meglio nella Lega, la quale nel 2006, dal momento che attraversava il suo periodo peggiore, negli accordi ha dovuto accontentarsi solo di due assessorati: l’anno prossimo non si accontenterà. E c’è l’Udc, con un assessorato e la presidenza del consiglio, che ha ribadito di volere restare nel centrodestra. Ma proprio adesso, che i posti diminuiscono, gli alleati ne farebbero volentieri a meno. Da dire che al momento la città giardino potrebbe avere 12 assessorati, ma il sindaco leghista Attilio Fontana si è sempre imposto per non averne più di dieci e fare risparmiare così qualche soldo. Ma l’anno prossimo per il primo cittadino, che ad oggi appare l’unico candidato possibile per il centrodestra, si annuncia una dura lotta. Già adesso, in questi anni, più volte il Pdl ha chiesto di aumentare i posti. Con due posti in meno sarà dura. I leghisti, per voce del segretario cittadino del Carroccio Carlo Piatti, hanno già detto che su 8 posti al loro partito ne spetteranno almeno tre. Il Pdl si ritroverà con solo 4 posti, se si vorrà tenere lo spazio per il partito di Casini al quale almeno un assessorato, se non viene buttato fuori dall’alleanza, dovrà andare. C’è la presidenza del consiglio che può andare al Pdl, ma da 7 a 4, od anche solo a 5, il passo sarà difficilissimo.

 

Oggi siedono in giunta due assessori dell’area laica, Fabio D’Aula e Ciro Grassia, il ciellino Enrico Angelini, e due vicino al senatore Antonio Tomassini, il vicesindaco Giorgio De Wolf e l’assessore Patrizia Tomassini. Ci sono poi i due dell’area di An del Pdl: Salvatore Giordano e Luigi Federiconi. L’area dell’assessore regionale Raffaele Cattaneo ne vorrà almeno 2 questa volta, i laici probabilmente ne resteranno con uno solo, e l’area di An del Pdl potrebbe accontentarsi di uno solo. Ma anche così, i conti non tornano. Ed anche la Lega ha i suoi problemi. Oggi tutti e due gli assessori sono vicini a Giancarlo Giorgetti, e c'è chi vuole avere spazio anche se non fa parte della corrente di Giorgetti. Certo, la maggioranza, compreso il segretario cittadino della Lega Carlo Piatti, sono vicini al segretario nazionale. Si vedrà come finirà.

redazione@ininsubria.it

 (2010-07-27 00:00:00)
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