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Varese

L'amministrazione di Varese dà la caccia ai possibili dormitori per stranieri e senzatetto. Finora nessun ritrovamento, ma su 15 strutture controllate 9 erano fuori norma

Basta dormitori per immigrati: i vigili sorvegliano la città
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I bivacchi per immigrati non troveranno più posto a Varese. E se finora c’era, per i senzatetto stranieri o italiani che cercano rifugio, la possibilità di intrufolarsi in edificio abbandonati, il Comune lo ha impedito.
La Polizia Locale di Varese ha infatti presentato gli obiettivi che sono stati raggiunti sul fronte della sicurezza, dopo l’emanazione dell’ordinanza (clicca qui) che costringeva i proprietari di strutture dismesse a metterle in sicurezza e ad evitare che diventassero un dormitorio per clandestini, come nel caso della struttura dietro alle stazioni (clicca qui), dove, alla fine dell’anno scorso, era avvenuto anche un omicidio tra immigrati.
L’ordinanza era stata infatti emessa a seguito del gravissimo fatto di cronaca, con l’omicidio di un giovane extracomunitario.

 

Al documento, sono seguiti i fatti, con i controlli che per tutto febbraio hanno visto gli agenti della Polizia Locale passare al setaccio tutte le strutture di questo tipo, sia su conoscenza del corpo che su segnalazione dei cittadini. In tutto sono stati controllati 15 stabili e su questi 9 sono risultati fuori dalle regole dell’ordinanza, perché non impedivano l’accesso ad estranei e non si trovavano nemmeno in condizioni di sicurezza. e quindi sono scattate le sanzioni ai proprietari. I quali adesso hanno circa 30 giorni di tempo per mettere a posto la struttura. Altrimenti, provvederà il Comune, per poi addebitare le spese ai proprietari.
“Si tratta di un provvedimento ispirato ad eliminare radicalmente il fenomeno delle aree fantasma – spiega l’assessore alla sicurezza Fabio D’Aula (Pdl) – dove regna la clandestinità e l’illegalità con il rischio del generarsi di reati analoghi a quelli che sono recentemente finiti sotto i riflettori della cronaca. Con il provvedimento dunque confidiamo di azzerare il fenomeno di abbandono al degrado di intere aree da parte di soggetti, spesso società immobiliari, che hanno sede lontano dal nostro territorio e che finora si sono disinteressate di immobili di loro proprietà che insistono sul territorio comunale”.
Gli edifici devono essere anche recintati, o comunque occorre fare in modo che venga impedito l’accesso. Chi non rispetta l’ordinanza incorre in una sanzione amministrativa tra i 154 e i 929 euro. In caso di inottemperanza nell’esecuzione dei lavori indicati si procederà d’ufficio negli stessi interventi con l’addebito dei costi sostenuti a carico dei proprietari. Nei casi più gravi, ad esempio qualora negli immobili abbandonati sia accertata anche la permanenza di persone, può essere disposto il sequestro penale dell’immobile d’intesa con la magistratura.

 

In ogni caso, in questi 15 stabili non è stata trovata traccia di bivacchi.
I 9 sanzionati sono tre strutture una volta adibite ad abitazioni e 6 stabili che ospitavano attività economiche. La loro disposizione si trova nella zona delle stazioni, a Valle Olona ed in viale Belforte.
 

 (2010-03-10 00:00:00)
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