
Varese - Dategli "benzina" alle Pmi e potranno sfrecciare come Valentino Rossi. Al contrario, non mettetele nella situazione di potere competere per farsi largo in questo periodo di crisi e finiranno come la plurivittoriosa Yamaha del "Dottore" desolatamente ferma ai box.
Una "licenza" sportiva che ben si adatta al grande traguardo tagliato da una delle migliori imprese del territorio, la Alemonti Srl di Barasso - specializzata nella costruzione di alesatrici e fresatrici -, che grazie alla sua "cordata" composta da 12 elementi ha saputo aggiudicarsi uno dei bandi dell'Unione Europea in favore del progetto Sommact.
Si tratta dello studio e della realizzazione di un macchinario-prototipo (che entrerà in funzione fra tre anni e sarà poi messo in vendita) che rappresenta un'autentica rivoluzione nel campo della meccanica. In pratica, per la prima volta, il macchinario Sommact sarà in grado di valutare i propri errori geometrici e di compensarli, al fine di riunire in un unico processo di produzione quello che oggi avviene in due fasi: la produzione del pezzo meccanico prima e il successivo controllo appunto.
Un "miracolo" il cui merito va principalmente alla Alesamonti che da due anni - senza conpenso e con puro spirito d'impresa - ha lavorato sull'innovazione e la ricerca prima di ricevere l'ok di Bruxelles. Una conseguenza non certo garantita, perchè la ditta di Barasso che conta 46 dipendenti ha dovuto vedersela con la concorrenza di altre 65 proposte.
Ma di queste, come ha precisato Hans Brelen, funzionario della Commissione Europea, soltanto 7 hanno rispettato i parametri richiesti e sono state accolte.
E Alesamonti è stata una di queste - l'unica italiana nel suo settore -, che con il suo progetto Sommact si è vista premiare con un cofinanziamento alla realizzazione del prototipo per un totale di 3 milioni e 668mila euro a fondo perso che andrà a coprire il 75% del totale dei costi, precisamente 5 milioni e 100mila euro.
La benzina di cui si parlava all'inizio, indispensabile per arrivare all'obiettivo che come accennato consentirà di rivoluzionare la produzioni di parti meccaniche a livello mondiale. E non solo. Nel senso che il know how che arriverà strada facendo nella lavorazione al progetto Sommact sarà applicabile anche alla produzione attuale della Alesamonti, la quale, in attesa che il macchinario-prototipo sia realizzato, testato e messo in commercio, potrà risultare ben prima molto più competitiva sul mercato.
Insomma, un traguardo di notevole valore per l'azienda e per tutto il territorio. I lavoratori dell'impresa di Barasso saranno estremamente motivati, senza contare che potranno permettersi di "snobbare" la crisi sicuri della solidità e del futuro dell'azienda nella quale sono occupati.
Ma come accennato all'inizio, il traguardo è frutto di un lavoro di squadra. Perchè alla partenza di questo percorso virtuoso la Alesamonti ha potuto contare sulla disponibilità di Confapi Varese e del suo presidente Franco Colombo. Poi, l'azienda di Barasso è riuscita via via a coinvolgere Università - la ticinese Supsi oggi rappresentata da Marco Silvestri -, centri di ricerca come l'Inrim e una serie di imprese d'eccellenza sparse in Europa.
Perchè il progetto che ha ricevuto il via libera da Bruxelles vede sì come capofila la Alesamonti, ma conta sull'esperienza e professionalità di realtà inglesi, olandesi, spagnole e tedesche.
In tutto - Confapi compresa, che ha dato la spinta iniziale nelll'aiutare l'azienda di Barasso nei meandri della burocrazia - ben 12 realtà differenti che unite hanno reso possibile il successo.
Il grande risultato è stato presentato martedì mattina al centro congressi le Robinie di Solbiate Olona, dove la stampa è intervenuta in seguito alla "convocazione" di Confapi, che adesso ha il compito di fare conoscere l'importanza di questo traguardo, " e porlo come esempio di quello che le Pmi possono fare quando si crede nell'investimento sull'innovazione e la ricerca", ha detto il presidente Colombo.
"Il progetto avrà una durata di 36 mesi a partire da ora" ha chiarito Gianfranco Malagola, ingegnere e "cervello" di Alesamonti che ha spiegato come il lavoro della macchina Sommact "potrà essere effettuato a partire da un singolo pezzo o su di un solo lotto di componenti meccanici".
Un valore aggiunto in più come ha ribadito il proprietario dell'azienda Fabio Monti, che già pensa a come sarà finalmente più facile per lui piazzare i suoi macchinari sul mercato:"In attesa che Sommact arrivi in produzione e vendita - ha detto -, i nostri attuali prodotti saranno più competitivi grazie alla tecnologia di cui saranno dotati nel corso della ricerca e della sua applicazione finale".
Ma il successo finora conseguito con la vittoria del bando Ue è anche spunto per riflessioni sulle opportunità, finalmente, positive offerte dall'Europa rispetto a quelle del nostro Paese. Non senza riservare una stoccata alle grandi industrie assistite dallo Stato.
"Questo è un esempio di quello che le Pmi sul nostro territorio sono in grado di fare - ha detto Monti con orgoglio -. Le piccole e medie imprese non hanno scelto di delocalizzare come hanno fatto grandi aziende parassitarie. Siamo rimasti qui nonostante le difficoltà che incontriamo, adesso per la crisi, ma da sempre per l'impossibilità di trovarci nelle condizioni di lavorare al meglio. Noi abbiamo voluto investire sui "cervelli" e l'innovazione, anche se questi elementi e questa direzione non viene riconosciuta e sostenuta nel nostro Paese. Abbiamo voluto comunque percorrere questa strada e siamo stati premiati: vogliamo essere un esempio e una speranza per le altre Pmi".
E quali siano i fattori che non permettono alle Pmi di trovarsi nelle migliori condizioni per lavorare lo ha sottolineato Franco Colombo di Confapi:"Fisco, tasse, costi dell'energia più cari d'Europa, burocrazia e carenza di infrastrutture sono gli ostacoli con i quali da anni ci troviamo a combattere. Invece si danno incentivi per le auto e a chi delocalizza. Questo di Sommact è l'esempio di quello che le aziende del nostro territorio possono fare cogliendo certe opportunità. E da questa lezione impariamo come sia importante fare squadra, lavorare con le eccellenze, guardare al di fuori del nostro territorio per poi lavorarci e portare benessere. Questo è un progetto che fa scuola, che speriamo possa fare scuola. Alesamonti ha dimostrato che con lo spirito d'iniziativa si possono fare cose straordinarie".
Nonostante ci si trovi a lavorare in Italia.
In foto, da sinistra: Franco Colombo, Marco Silvestri, Gianfranco Malagola e Fabio Monti.
Andrea Mentasti
(2009-10-28 01:00:00)

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