Il "mitico" Eiger chiede un altra vittima; un basejumper finisce contro la roccia e una donna cade in una scarpata per 50 metri. Inutili i soccorsi
Una volta era terreno per pochi super-esperti. Oggi, sopratutto in tempo di vacanze, la montagna è un richiamo per sempre più sportivi e questo aumenta il numero di gravi incidenti.
Nella vicina Svizzera, meta di molti appassionati, anche lombardi e piemontesi, nelle ultime 48ore si sono verificati diversi decessi sia nell'ambito alpinistico che di sport estremi.
Un rocciatore sudcoreano è morto venerdì sull'Eiger, la mitica parede Nord più difficile di tutte le Alpi, mentre stava affrontando la discesa dal versante occidentale.
A causare la caduta, dicono i soccorritori, sarebbe stato il cedimento di un punto di ancoraggio. I suoi due compagni, anch'essi della Corea del Sud, hanno dovuto passare la notte in cordata e sono stati tratti in salvo sabato mattina.
Un basejumper austriaco è invece deceduto a Kandersteg, nell'Oberland bernese, dopo essersi lanciato dall'Unteren Tatelishorn. Qualcosa è andato storto e il giovane si è schiantato contro la parete rocciosa sottostante sfracellandosi.
Nella regione di Vals ha perso invece la vita sabato una 41enne lucernese. La donna,con un compagno di avventura, stava scendendo dallo Zervreilahorn quando è caduta per una cinquantina di metri nel vuoto.
Il compagno camminava davanti e ha solo sentito le grida della donna. Terribile quello che è successo dopo: nel luogo dell'incidente non c'era "campo" per il cellulare e l'uomo si è visto costretto a scappare per cercare aiuto. Ma all'arrivo degli uomini della Rega l'escursionista era già deceduta.
Il consiglio delle autorità svizzere è quello di procedere in sentieri di montagna di una certa difficoltà solo con la dovuta preparazione tecnica e fisica e l'attrezzatura di sicurezza necessaria.
Altrimenti limitarsi alle semplici paasseggiate!
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