Per il figlio del Senatùr la contestazione sarebbe dovuta a "immagini e video tv fuori sincrono. I nostri militanti ce l'avevano con Monti". "Certi cartelli? Influenzati dalla stampa"
La sua mancanza sul palco della Lega in piazza Duomo, domenica scorsa, era stata notata.
Negli ultimi anni, infatti, non era mai mancato agli appuntamenti che contano a fianco del padre, lezioni che contano in "presa diretta". Forse per proporsi come leader futuro...
Ma considerato il clima rovente sul Carroccio negli ultimi tempi, la scelta di non presentarsi a Milano deve essere stata suggerita dal rischio contestazioni.
E così Renzo Bossi ha preferito uscire oggi allo scoperto, nell'anticamera del Consiglio regionale della Lombardia dove ha accettato di rispondere alle domande dei giornalisti.
L'occasione è stata quella di dare la sua versione ai fischi piovuti sul palco quando suo padre, il Senatùr, ha chiesto la stretta di mano tra Maroni e Reguzzoni, e quando ha scelto di non lasciare la parola all'ex ministro dell'Interno.
Due cose che non sono piaciute alla piazza, dalla quale sono partiti molti fischi e urlacci di disappunto.
FISCHI? NO, AUDIO E IMMAGINI FUORI SINCRONO
"I fischi dei militanti? Erano rivolti a Monti e al suo governo, non a mio padre", è la versione di Renzo Bossi. E a chi gli fa notare che le immagini televisive sono una "prova" inattacabile, il Trota ne è uscito con un'affermazione quantomeno singolare:"Secondo me – ha detto il figlio del Senatùr – non erano in sincrono il video e l'audio, perche' i fischi erano per il governo Monti". Libertà d'opinione.
CERCHIO MAGICO E SOLDI IN TANZANIA
La discussione ha coinvolto anche la faccenda "cerchio magico". E Renzo Bossi ha commentato i cartelli sull'argomento:"Se i militanti hanno scritto questi cartelli hanno sbagliato", ha detto. Per lui i leghisti si sarebbero fatti influenzare "dai media che continuano a giocare su questo tema".
Inoltre l'autonomia delle scelte del padre non è in discussione:"Chi lo conosce sa che ha la testa dura e quando deve decidere fa le scelte da solo. Non si e' mai fatto influenza da nessuno. Non c'e' cerchio magico che possa influenzarlo", ha precisato.
Bossi jr. ha trattato anche l'argomento "investimenti in Tanzania". "Non ci sono soldi in Tanzania - ha detto -, ma la Lega ha investito i soldi in paesi fuori dall'euro, perchè non ha mai creduto nell'euro". I soldi investiti saranno "usati in campagna elettorale per non chiedere soldi a nessuno. Vuol dire che dopo le elezioni nessuno può venirci a chiedere il conto".
LEGA E PDL IN REGIONE
"Seguiremo le scelte del segretario federale, non abbiamo paura certo di lasciare le poltrone". Questa è invece la risposta di Renzo Bossi ai giornalisti che gli chiedevano della tenuta dell'alleanza Lega-Pdl in Lombardia dopo l'attacco di Umberto Bossi, domenica in Piazza Duomo.
Per il figlio del Senatùr "c'è una questione politica e una questione morale".
"Quella politica - ha spiegato - è che non possiamo rischiare di sostenere il governo lombardo con chi sostiene a Roma il governo Monti, mentre la questione morale è che ci sono stati troppi arresti e noi rischiamo di non poter più sostenere il governo regionale".
E allargando la visione, cioè considerando che la rottura dell'alleanza in Lombardia potrebbe avere un effetto domino su Veneto e Pieemonte "non è questo il problema - ha concluso - come non c'è il problema dei posti qui per la Lega, non c'è nemmeno in Veneto e Piemonte".
Insomma, un Renzo Bossi a tutto campo. Ma la questione della non sincronizzazione di video e audio in concomitanza dei fischi diretti domenica al palco - quando parlava il Senatùr - rischia di diventare l'ennesimo tormentone per detrattori, gag di comici e trasmissioni televisive.
Ma dove vive il Trota?
Pesce da acquario o da allevamento?
Comunque in un mondo solo suo ... che qualcuno provveda a spiegargli la verità
Potrà essere dura ma ce la farà
VaresinaDOC — Pubblicato il 24/01/2012 alle 23:38