Varese (21100 VA), Lombardia | m.s.l.m.: 382 | Collina interna | km²: 54,93 | Ab.: 81.788
Orge, festini e amanti di entrambi i sessi: i padri della patria in mutande e sotto le lenzuola
Orge, festini e amanti di entrambi i sessi: i padri della patria in mutande e sotto le lenzuola
Altro che i presunti festini di Palazzo Grazioli. Il Risorgimento è stato veramente hard. E le liaison dei protagonisti dell'unità d'Italia fanno impallidire gli scandali moderni. Parola di Graziano Ballinari, gestore dell'osteria Cose di Altri Tempi e studioso della storia italiana. Che ha dedicato la sua mostra storica a Vespa, Santoro e Floris.
Ovvero "ai conduttori delle peggiori trasmissioni mai create nella nostra storia".
La rabbia di Ballinari è giustificata dal fatto che in questi talk show hanno avuto ampio spazio le vicende personali del premier, soprattutto quelle legate ad escort, minorenni e marocchine.
"E ci si indigna senza sapere – dice Ballinari – che quello che si dice faccia Berlusconi tra un festino e l'altro è una minima parte di quello che fecero i protagonisti del Risorgimento".
Un Risorgimento a luci rosse, quello che ha aperto i battenti a gennaio, in occasione dei 150 anni dell'unità d'Italia, perché la vita sessuale dei politici di allora, secondo le prove raccolte da Ballinari, era molto più esagitata ed impulsiva di quello che si favoleggia su Berlusconi.
"Il primato va senz'altro a Giuseppe Mazzini – racconta lo studioso – il quale ebbe 26 amanti, delle quali 4 sorelle in contemporanea. Ognuna di loro sapeva dell'altra ed andava a tutte benissimo".
Ma Mazzini, perlopiù eterosessuale, avrebbe anche avuto "un innamoramento omosessuale nei confronti del giovane Goffredo Mameli", sostiene il Ballinari.
"I giornali dell'epoca lo raccontano – sottolinea Ballinari – e nessuno lo ha mai smentito. Del resto, in quell'epoca ognuno aveva i suoi vizi. E nessuno faceva moralismo".
Anche perché la gestione dello Stato a quanto pare andava bene. "Trombavano, ma non rubavano", dichiara Ballinari.
Anche se le finanze dello Stato ad un certo punto andarono in crisi, raccontano, per le spese folli di re Vittorio Emanuele II per le sue amanti.
"Regalava troppi gioielli, per non parlare di titoli nobiliari" dice Ballinari. Due le donne i cui nomi rimasero legati a quello del re.
Prima: la Bela Rosin, 15enne quando iniziò la relazione, contadina, che fu poi insignita del titolo di contessa.
Seconda: Emma Ivon, attrice milanese nata nel 1850, che si legò al re ancora non ventenne. Tutte le protagoniste di questi amori furono giovanissime. "Nessuna raggiungeva i vent'anni".
C'è poi Garibaldi, famoso per fuggire dalle donne che erano state a letto con lui, perché volevano avere una ciocca dei suoi capelli come ricordo. A Mazzini è addebitata la frase su Garibaldi molto esplicativa: "Usò l'uccello più della baionetta", asserisce il Ballinari.
Molte le sue donne, da Anita, la più famosa, a Francesca, l'ultima moglie. Passando dalla marchesina Raimondi, che l'eroe dei due mondi sposò proprio a Varese. E che passò alla storia come il matrimonio più breve, visto che nel letto nuziale Garibaldi si accorse che la donna era già incinta di un altro garibaldino. Luci ed ombre sul Risorgimento. Ma soprattutto luci rosse.
"La moglie di Francesco Crispi fu l'unica ragazza ad imbarcarsi con i Mille", racconta Ballinari. Che fa capire come il seguito si possa facilmente intuire. Il marito non fu da meno e soprattutto fu l'unico bigamo della storia nazionale, dal momento che si risposò senza avere annullato il primo matrimonio.
Andiamo al conte di Cavour, che in compenso non si sposò mai. Ma ebbe molte amanti, che usò anche per fini politici. La più famosa fu sua cugina Virginia Oldoini, contessa di Castiglione, che si dice Cavour mandò nel letto di Napoleone III per ottenere l'alleanza della Francia.
Cavour si concesse un lungo triangolo amoroso con lei e con il marito di lei. Nella collezione di Ballinari, sono appese, a lato della mostra, mutande dell'epoca che sembrano essere appartenute proprio alla Castiglione.
La mostra
"Risorgimento, camicie rosse e luci rosse" il titolo dell'allestimento, che trova posto nell'anticamera del salone dell'osteria. L'atmosfera è quella giusta, e richiama molto ad un boudoir d'epoca francese. Ed aiuta lo spettatore ad entrare nello spirito della mostra, che ha come sottotitolo "Fottevano, ma non rubavano".
Ritagli di giornali, riviste e moltissime fotografie, oltre alle didascalie che ripercorrono i passi degli amori dei padri della patria.
Ballinari farà da guida in questa mostra, per comitive, con menu appositamente studiato, con piatti tipici dell'epoca, ai quali seguirà un tour guidato nella mostra, con tutti i racconti sui fatti e gli aneddoti.
Per informazioni 0332/263341.