Il Consiglio di Stato ticinese ha dato il via libera. Adesso l'Italia dovrà rispettare i patti e togliere la Confederazione dalla black-list. Almeno questo chiedono in Svizzera
Il via libera tanto atteso dai Comuni di confine è finalmente arrivato. Il Governo ticinese ha dato oggi il via libera al versamento all'Italia dei ristorni del 2010, la quota che le spetta delle imposte pagate dai frontalieri, ovvero 55,58 milioni di franchi.
Si tratta di un'autentica boccata d'ossigeno per le asfittiche casse delle amministrazioni italiane a ridosso della frontiera, frutto anche degli accordi intercorsi per parecchio tempo tra le due leghe, quella ticinese e quella padana grazie specialmente a Norman Gobbi, consigliere di Stato Svizzero e Roberto Maroni, ex ministro dell'Interno.
Tra loro, infatti, si era già arrivati a un ok di massima ben prima della recente trattativa tra Roma e Berna, ovvero tra Monti e la Schlumpf.
Un incontro che al momento non è andato al di là delle buone intenzioni.
Tuttavia la Svizzera aspetta adesso di essere tolta dalla black-list. Pur non avendo ancora otteenuto nulla in cambio, la Confederazione ha dato credito alla penisola e ha evitato di bloccare ancora il 50% della quota ristorni 2011.
In una nota odierna, il Governo elvetico ribadisce che la sua decisione “si inserisce nella logica dei negoziati in corso tra Svizzera e Italia nell’intento di trovare un accordo negoziale in ambito finanziario e fiscale”.
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