Varese (21100 VA), Lombardia | m.s.l.m.: 382 | Collina interna | km²: 54,93 | Ab.: 81.788
Ivo Bressan, dell'associazione Amici del Sacro Monte, lancia l'allarme. “Bisogna fare qualcosa”. A rischio il patrimonio dell'umanità
Il Sacro Monte minacciato dalle nebbie acide. Le Cappelle del patrimonio dell'Unesco rischiano di fare una brutta fine. Infatti, da qualche anno a questa parte sembra che le opere d'arte risentano degli agenti chimici che si trovano nell'aria. Le piogge acide sono ormai una triste costante. Ma ad essere più pericolose per le opere d'arte che si trovano lungo al Via Sacra ci sono le nebbie acide.
"L'allarme era stato lanciato qualche anno fa dal professor Salvatore Furia – spiega Ivo Bressan, dell'associazione Amici del Sacro Monte – da alcuni controlli era infatti emerse che gli agenti presenti nelle nebbie stavano aggredendo le statue delle Cappelle. Naturalmente, non ci sono ancora effetti visibili. Ma questo significa che bisogna correre ai ripari, prima che sia troppo tardi".
Insomma, siamo ancora al punto che le nebbie acide non hanno causato danni irrecuperabili. Ma secondo l'allarme dell'esponente dell'associazione Amici del Sacro Monte si tratta solo di una questione di tempo. Se ad accorgersene era stato uno studioso competente come il professor Furia, non c'è motivo di dubitarne.
"L'amministrazione – sottolinea Bressan – e gli enti preposti a questo bene comune che è il Sacro Monte devono darsi da fare ed iniziare a pensare a delle misure per evitare che le opere d'arte che ornano le Cappelle finiscano per essere veramente rovinate".
La Via Sacra è sempre al centro dell'attenzione, soprattutto da quando è stata riconosciuta patrimonio dell'Unesco. Il problema è che non sempre da parte degli enti preposti c'è il giusto interesse. O meglio, la capacità di valorizzare il patrimonio.
Un altro esempio del disfacimento del Sacro Monte sono i continui crolli che sono avvenuti, negli ultimi tempi, lungo la strada principale che porta in cima al borgo.
Il Comune sta riuscendo solo a fare interventi mirati per singole parti, ma, come è stato ammesso, servirebbe un piano generale di messa in sicurezza. Il cui costo, tuttavia, superando il milione di euro, è fuori dalla portata, almeno per il momento, delle casse comunali. In compenso si continua a parlare dell'accessibilità al borgo.
Come è stato evidenziato da Bressan, c'è innanzitutto la necessità di tutelare il patrimonio che il fine per cui si sta da tanto tempo studiando il modo di rendere più accessibile il luogo. Altrimenti, si rischia solo di fare una strada che porta nel deserto.
O meglio, ad una montagna di ruderi.
L'associazione, da questo punto di vista, sta lavorando per difendere il patrimonio.
L'ultimo esempio è il recupero della meridiana che si trova accanto al santuario, patrocinato appunto dagli Amici del Sacro Monte.