Il primo ministro si limita a parlare in Europa invece di procedere con tagli agli sprechi e alla spesa pubblica. Tra lui e la vecchia politica nessuna differenza
Alcuni sondaggi, non si sa quanto attendibili, danno la popolarità di Monti e del suo Governo in netto calo. Chi li ha commissionati poteva risparmiarseli. Basta parlare con la gente, bersi un caffè al bancone di un bar o andare nella sala di attesa di un medico che la storia è sempre la stessa: troppe tasse da pagare, sempre meno soldi e stanchezza per chi ha provocato questo disastro e chi non appare in grado di mettere le pezze al colabrodo.
I primi, i "politici classici", ci hanno trascinato in quella grande boiata che è la moneta unica europea. Dire che il costo della vita è raddoppiato e non si sono mai visti benefici è la realtà dettata dalla quotidiana esperienza popolare, al di là delle fumose spiegazioni di supposti esperti.
Ma questa è solo l'ultima perla della loro politica del nulla, da decenni sintetizzabile come incapace e avulsa dalla realtà. Una politica fatta di sprechi a spese dei contribuenti, superstipendi, prebende, mazzette, burocrazia, privilegi, scandali e rarissimi provvedimenti davvero utili alla comunità.
Il dramma è che tale classe dirigente non molla il colpo e che il futuro potrebbe riservarci tempi ancora più amari di quelli sin qui prodotti.
Il giudizio sul governo Monti è quasi suprefluo e sintetizzabile in due parole: solo tasse. Il governo tecnico, calato dall'alto del Quirinale, si pensava potesse prendere in pugno la situazione e innescare finalmente qui cambiamenti virtuosi che il clientelismo politico rende impossibile. Pia illusione.
L'esecutivo dei professoroni si è limitato a tassare i lavoratori, le imprese, le case, la benzina, tutto. Come se finora non si siano pagate abbastanza le scellerate scelte della politica.
Monti non ha avuto, e non sembra avere il coraggio, di alzare il coperchio del vaso di Pandora, dove si annidano gran parte delle porcherie italiane.
Gli sprechi veri, quelli che ammontano a miliardi di euro, partendo ad esempio dal settore sanità, restano del tutto intoccati e intoccabili. Nessun taglio viene portato a quella spesa pubblica improduttiva e parassitaria.
E invece di agire Monti gira l'Europa per ripetere la solita sterile tiritera della "crescita". La sua appare agli occhi dell'opinione pubblica una gestione fallimentare, una speranza tradita. E si augura che in mancanza di un cambio di marcia faccia in fretta a tornarsene a casa.
E mentre tra tasse e acconti si prepara un periodo di salasso per le tasche dei cittadini - stretti nella morsa di fisco, rincari, disoccupazione e pensioni da fame -, giusto per non perdere il ritmo il Ministero dell'Economia ha preparato un bel bando da 10 milioni per l'acquisto di altre auto blu.
Giusto per confermare che nemmeno per i professoroni vale la regola del risparmio