Crescono a dismisura le sale da gioco e le slot negli esercizi pubblici. All'Università dell'Insubria un incontro con esperti che spiegano perchè non avvicinarsi a questo vizio
Venti sale da gioco e circa trecento tra locali e bar con licenza per le slot. Il gioco d'azzardo dilaga a Varese, moltiplicando le occasioni di "svago" per i tanti attratti dal guadagno facile che invece si ritrovano con i risparmi azzerati.
E in base ai dati a disposizione delle realtà che si occupano di contrastare la piaga sociale del gioco d'azzardo, questo coinvolge sempre più spesso giovani e giovanissimi.
I dati nazionali che fotografano il fenomeno sono inquietanti: in Italia oltre cinquecentomila giocano abitualmente.
Un dato in costante aumento nell’ultimo triennio, maschi in prevalenza (62%), sette su dieci hanno dai 16 ai 19 anni.
Un minorenne su tre scommette fuori casa, in agenzia o sale scommesse (sempre più diffuse anche nel varesotto, anche se sono vietate ai minori gli esercenti non effettuano controlli) e uno su cinque gioca al poker texano.
Il 18% dei minori gioca a newslot, l’11% frequenta Bingo, il 22% ha giocato ad almeno 5 tipi di gioco…
E’ lo sconcertante scenario che fornisce l’AND Associazione contro l’azzardo e le nuove dipendenze, in base ad una indagine condotta per profilare questa piaga sociale, che costa oltre 60 miliardi di euro l’anno – fatto non secondario di questi tempi, è tutto denaro sottratto ad altri consumi.
Come prevenire la dipendenza da gioco d’azzardo? A parlare ai giovani di Varese in età compresa tra 18 e 25 anni, di questa trappola che prospera su una scarsa consapevolezza generale, è l’Associazione Amici dell’Università dell’Insubria insieme ad AND Associazione contro l’Azzardo e Nuove Dipendenze, con un incontro intitolato “A che gioco giochiamo” e che si terrà sabato 1 ottobre 2011 dalle ore 8.15 alle 12.30 a Varese presso l’Aula Magna dell’Insubria in via Ravasi 1.
Dice Nunzia Ronchi, presidente degli Amici dell’Insubria: “E’ proprio sui giovani che intendiamo fare leva, per prevenire questa terribile piaga”. Non dimentichiamo che il sistema azzardo è da qualche tempo disponibile 24 ore su 24 nei canali preferiti dai giovani: Internet, telefono e tv interattiva, oltre che in sale gioco, bingo, scommesse, e ricevitorie che spuntano come funghi.
Il workshop dell’AND sull’azzardo prevede l’intervento di esperti che giocheranno con i ragazzi e cercheranno di farli riflettere sul fatto che la loro voglia di trasgressione alimenta in realtà enormi interessi economici, un vero e proprio “business” sostenuto da una martellante pubblicità mediatica e purtroppo anche dall’avallo governativo.
Gli esperti lo dimostreranno scientificamente: il sistema è fondato su tecnologie avanzatissime strutturate apposta per non far vincere il “consumatore”.
Attenzione alle occasionali piccole vincite! Fanno parte del gioco, cioè sono programmate per far crescere le aspettative. Business vincente sì, ma allora per chi? Non si si illuda “il banco vince sempre”.
Carla Tocchetti