Roma - Definitivamente approvato dal Senato il ddl sullo Sviluppo. Dopo 20 anni di stop si costruiranno nuove centrali, ma bisognerà decidere dove. Ok a Class Action e la liberalizzazione delle Ferrovie
Roma - Il ritorno del nucleare in Italia (dopo 20 anni), l'arrivo della Class Action e la liberalizzazione delle Ferrovie: sono questi i punti più rilevanti del ddl sullo Sviluppo, definitivamente approvato dal Senato con 154 voti a favore, un solo voto contrario e un solo astenuto.
Ha votato a favore, oltre Pdl e Lega, anche l'Udc mentre Pd e Idv hanno annunciato il no.
Tra i punti in agenda il più importante è sicuramente quello del ritorno al nucleare. Il governo avrà sei mesi di tempo per localizzare i siti degli impianti, potrà definire i criteri per lo stoccaggio dei rifiuti radioattivi, dovrà individuare le misure compensative per le popolazioni che saranno interessate dalle nuove strutture. Prevista la creazione di una agenzia per la sicurezza del nucleare.
Ok alla Class action anche se è stata modificata la normativa che esclude la possibilità di avviare cause collettive da parte dei cittadini coinvolti nei crac finanziari del passato. L'entrata in vigore della class action, anche se in questo provvedimento è prevista al primo luglio, è stata posticipata, con l'ultimo decreto "anti-crisi", al primo gennaio 2010.
Capitolo ferrovie private. Si è deciso che il rilascio della licenza per il servizio ferroviario di trasporto di passeggeri potrà avvenire "esclusivamente nei confronti di imprese aventi sede legale in Italia o, qualora siano controllate, da imprese aventi sede all'estero nei limiti dei medesimi principi di reciprocità previsti per il rilascio dell'autorizzazione".
Per quanto riguarda l'editoria vengono reintrodotti i fondi per il periodo 2009-2010. In tutto 140 milioni recuperati con un aumento della Robin tax: sale dal 5,5 al 6,5% l'Ires sulle grandi aziende petrolifere.
Un punto riguarda anche Aeroporti e Liberalizzazioni. Il grado di liberalizzazione dei servizi di terra degli aeroporti sarà "verificato con cadenza semestrale da parte del ministro delle Infrastrutture che dovrà presentare una relazione in Parlamento".
Questo potrà avere risvolti positivi per l'aeroporto di Malpensa
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