Varese (21100 VA), Lombardia | m.s.l.m.: 382 | Collina interna | km²: 54,93 | Ab.: 81.788
Presentata una mozione in consiglio comunale firmata da Sel e dai democratici. Dice sì anche il capogruppo della Lega. Ma il Pdl si arrabbia
Riconoscere le coppie di fatto.
A Varese l'idea si sta facendo strada e approderà in consiglio comunale sotto forma di una mozione promossa dai capigruppo di Sel e Pd Rocco Cordì e Fabrizio Mirabelli e dal consigliere comunale Pd Andrea Civati. Ma che ha avuto il sostegno anche del capogruppo della Lega Nord Giulio Moroni, il quale tuttavia ha lasciato libertà al suo gruppo di decidere se votarla o meno.
La mozione, nata da una proposta dell'associazione ArcoBalengo, ma rivista rispetto alle proposte di questa, comporterà in sostanza il "rilascio di attestato di famiglia anagrafica alle unioni civili basate su vincolo affettivo", il quale a sua volta vincolerà il Comune ad offrire i servizi che spettano alle famiglie anche a queste unioni.
"Sono orgoglioso di essere tra i presentatori di questa proposta di delibera per il riconoscimento delle Unioni Civili da parte dell'anagrafe del Comune di Varese – dice Civati - credo che questo proposta rappresenti un indispensabile riconoscimento morale ed amministrativo delle coppie di fatto eterossessuali ed omosessuali. Questa è un'inizia tiva che risponde all'isolamento sociale ed istituzionale" che soprattutto le coppie gay, ma non solo, subiscono. La proposta è stata inviata a tutti i consiglieri. Speriamo non vengano usati i paraocchi".
A esprimere la propria contrarietòà sono gli ex An.
Il consigliere del Popolo della libertà Giacomo Cosentino boccia in toto la mozione.
"Non si può usare - dice Cosentino - la Costituzione come meglio si crede, l'art.29 riconosce chiaramente i diritti della famiglia intesa come società naturale fondata sul matrimonio e questo concetto è alla base della nostra società, riconoscendo le coppie di fatto (dello stesso sesso o di sesso differente) si svuoterebbe il concetto di famiglia che, a mio parere, è stato ed è la vera forza del nostro Paese; ovviamente quando parlo di famiglia mi riferisco a un uomo ed una donna che hanno scelto di unirsi nel matrimonio e non a un qualcosa che non ha nulla a che fare con la natura delle cose. La parte peggiore e veramente triste della mozione Cordì – Civati è quella in cui si chiede di mettere sullo stresso piano le famiglie e le coppie di fatto nell'accesso ai servizi, contribuiti e benefici previsti dal Comune di Varese, è un attacco senza precedenti al valore sociale e culturale che ha sempre avuto la famiglia nel nostro Paese e nella nostra cultura. La famiglia va difesa e non distrutta. Per questo motivo non solo voterò contro questa mozione ma se necessario organizzerò nelle piazze della città una campagna di sensibilizzazione coinvolgendo tutte le persone che si sentono in dovere di difendere il valore della famiglia; spero che i miei colleghi della maggioranza siano della mia stessa idea e non sia solo il Pdl lo strenuo difensore della famiglia. A queste proposte insensate bisogna rispondere subito con fatti concreti e la miglior risposta è quella di chiedere l'estensione del quoziente famigliare a tutti i servizi comunali per favorire chi ha più figli".
Ma favorire chi ha più figli significa sostenere innanzitutto le famiglie di immigrati, ma che la lotta all'immigrazione non fosse più nel dna del Pdl lo sapevamo da tempo.
E secondariamente le famiglie italiane più abbienti, dal momento che le giovani coppie con problemi economici tendono a non fare figli.
Insomma, mentre la sinistra guarda al futuro, la destra sembra arroccata sul passato.
E non sa più parlare alla società.