Il segretario cittadino del Carroccio Carlo Piatti difende la scelta del Comune di limitare le nuove costruzioni e chiede le dimissioni del presidente
Il presidente dell’Aler di Varese deve dimettersi. La richiesta, dopo che il presidente dell’azienda si è rivolto al Tar contro una delibera del Comune che limitava fortemente le nuove edificazioni, arriva dai vertici del Carroccio di Varese.
Uno scontro che quindi sfocia nell’ambito politico. Del resto, all’interno del cda dell’azienda, lo scontro tra il presidente dell’Aler Galli ed il vicepresidente Agostino De Troia (Udc) da una parte ed i rappresentanti leghisti dall’altra è sempre stato latente. Ed oggi emerge in tutta la sua forza con la richiesta esplicita del segretario cittadino del Carroccio Carlo Piatti che intima al presidente di Aler di andarsene.
“Il gesto di rivolgersi al tribunale contro il Comune è gravissimo – dice Piatti – anche perché Galli è espressione di un partito che siede nella maggioranza e che ha votato in modo compatto la stessa delibera che lui ha voluto impegnare per vie legali. Una delibera che ha lo scopo preciso di difendere il territorio della nostra città dalle eccessive edificazioni e dalla possibilità di speculazioni. Andare contro questa delibera può fare venire molti sospetti. Ed in ogni caso rivolgersi al tribunale contro un ente che ha avuto il voto dei cittadini è scorretto. Per questo chiedo, come hanno già fatto, le immediate dimissioni di Galli”.
Non è la prima volta che si crea attrito tra l’azienda ed il Comune. E se Aler ha più volte rinfacciato al Comune una scarsa sensibilità nei confronti dell’esigenza di costruire case popolari, la Lega la vede in modo diverso.
“L’ultima proposta di Aler che io mi ricordi – continua Piatti – risale a qualche al precedente mandato e prevedeva l’edificazione di alloggi in via Vannucci. Poi non se ne è fatto più niente. Da allora non ci sono mai state proposte concrete. Quindi, il problema non è il Comune. Ma la gestione dell’azienda. Che da un lato non riesce a svolgere il proprio compito. Ma dall’altro, quando si tratta di avere a disposizione una certa percentuale di metrature, che potrebbe anche vendere ai privati senza edificare case popolari, si fa subito avanti”.
A smorzare i toni ci prova il vicesindaco Giorgio De Wolf (Pdl), che comunque difende pienamente la decisione del Comune di limitare al 5%, rispetto al 40% previsto alla legge regionale, la possibilità di edificare. “Il provvedimento che abbiamo votato è stato ampiamente discusso e valutato – dice De Wolf – abbiamo deciso di demandare al Pgt il completo rilancio delle case popolari. Per il momento, si è voluto contenere la volumetria per difendere il territorio. Se il presidente dell’azienda ha ritenuto di dovere rivolgersi al Tar, non entro nel merito dei suoi poteri. Avrei auspicato che i rapporti tra le due istituzioni non finissero in tribunale”.
A difendere Galli è il capogruppo del Pdl Roberto Puricelli. “Chiedere le dimissioni di un rappresentante della maggioranza è assurdo – dice – bisogna invece capire quali sono i problemi di Aler e se effettivamente la riduzione al 5% delle volumetria danneggia l’azienda in modo irreversibile. Quindi mettersi ad un tavolo e discutere. Se poi non si arriva ad un accordo, rivolgersi alla Regione, visto che la legge arriva dal Pirellone. Limitare l’area edificabile è una decisione giusta in linea di principio che io stesso ho votato. Ma è anche vero che Galli come amministratore fa il suo lavoro e richiedere le dimissioni in questo modo non è affatto giusto”.
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