L'analisi congiunturale di Confapi Varese conferma il periodo nero per le imprese del Varesotto: giù produzione, ordinativi e fatturato. Il presidente Colombo:"Tagliare sprechi e carico fiscale"
"Dall’indagine emerge una situazione di assoluta gravità per il lavoro del Varesotto e la tenuta delle sue imprese". La prima frase del commento di Franco Colombo, presidente di Confapi Varese, relativa alla congiunturale del IV Trimestre 2011 è indicativo: praticamente tutti i settori indicano segno meno.
Segno meno nel fatturato, negli ordinativi e nella produzione. Non si salva praticamente nessun comparto, tenendo ovviamente presente che nella statistica generale sono comprese quelle imprese, poche, che invece riescono ancora ad andare bene, sopratutto se lavorano esportando nei Paesi Extra Ue.
Ma per la stragrande maggioranza la crisi economica sta avvendo effetti devastanti: i bassi consumi interni e il carico fiscale alle stelle creano un mix devastante che ha già messo gran parte delle Pmi del territorio alle corde.
E come dimostra la richiesta di credito a breve termine alle banche, oggi la scommessa è restare aperti e difendere il posto di lavoro dei propri dipendenti: fare investimenti per la produzione è ormai praticamente impossibile tranne che per le aziende modello.
Ma vediamo i dati emersi dalla congiunturale di Confapi, ricordando che il "campione" è rappresentato dal 20% delle circa mille aziende Associate al sistema Confapi Varese, appartenenti ai diversi settori
I RISULTATI
Il quarto trimestre 2011 ha visto, secondo gli imprenditori, una conferma della decrescita dell’attività produttiva: questa scende per il 47% del campione, ma cresce invece per il 10%. Resta invariata per il 43%
Questo tipo di tendenza è confermata dal punto di vista degli ordinativi che sono diminuiti per il 49% degli intervistati, resta invariata per il 35% e cresce per il 16%
Netto calo per il mercato nazionale che diminuisce per il 53% del campione contro un 10% che invece guadagna spazio.
Nell’Area Euro si evidenzia una contrazione per il 39% degli intervistati contro un 19% che fa invece registrare segno positivo.
Gli ordinativi Extra UE, invece, sorridono al 36% del campione e calano per il 25% degli intervistati
Il fatturato decresce per l’86% delle imprese intervistate e cresce per il 16%: di quest’ultima percentuale il 32% dichiara un aumento registrato in Paesi Extra Ue.
Per quanto riguarda l’occupazione, questa scende per il 16% del campione, mentre cresce per l’8%. Per il 76% resta invariato.
Il 65% degli intervistati dichiara di non aver effettuato degli investimenti aziendali in questo trimestre. Mentre il 35% ribadisce, invece, di aver fatto degli investimenti nella sostituzione di impianti, macchinari e macchine per ufficio. Nella ricerca e sviluppo di prodotto, in formazione e aggiornamento delle risorse umane.
La variazione dell’utile lordo vede prevalere una diminuzione per il 54% rispetto all’aumento dichiarato dall’8% degli intervistati.
In calo le scorte di materie prime per il 23% degli intervistati e quelle dei prodotti finiti per il 24%
Il ricorso alla Cassa Integrazione risulta invariato.
Rispetto ai rapporti con il mondo del credito le imprese denunciano un grado di accesso al credito più difficoltoso (+41%) per questo trimestre. Solo l’8% dichiara di avere avuto un agevole accesso al credito.
Cresce il ricorso al DEBITO BANCARIO A BREVE TERMINE rispetto al Ricorso al DEBITO BANCARIO A MEDIO LUNGO TERMINE (-2%).
Andamento dei comparti produttivi
Tra i dati da segnalare quello degli ordinativi e della produzione del settore Gomma e Plastica che scendono rispettivamente per il 60% degli intervistati e per il 15% degli intervistati.
Soffre il Tessile e abbigliamento per cui il 30% del campione dichiara una diminuzione degli ordini. Per il 50% diminuisce la produzione.
Situazione difficile per Cartario Grafica e Mettallurgia: il 50% degli imprenditori del settore dichiara diminuzione di ordini, fatturato e produzione.
Il comparto che sembra reggere un po’ meglio l’urto della crisi è quello delle lavorazioni meccaniche: qui si hanno segnali che certificano una leggera crescita di ordini, fatturato e produzione.
Male il settore di Elettromeccanica – Elettronica: per tutti diminuiscono produzione e ordini
Le prospettive per il primo trimestre 2012, secondo gli imprenditori, sono così suddivise:
Ordinativi diminuisce per il 37% degli intervistati
Fatturato diminuisce per il 23% degli intervistati;
Occupazione diminuisce per il 10 degli intervistati;
Produzione diminuisce per il 27% degli intervistati.
Valore utile lordo: diminuisce per il 46% degli intervistati.
IL COMMENTO DI FRANCO COLOMBO
"Le risposte degli imprenditori parlano chiaro: agli scarsi ordinativi che frenano la produzione, si unisce la necessità del ricorso al debito bancario a breve termine per stare a galla. Questo significa che non si lotta più per essere competitivi e fare investimenti, ma solo per resistere alla chiusura".
I dati sono eloquenti: può andare bene solo chi fa affari con Paesi extra Ue, nell'area Euro si viaggia male, per non parlare del mercato interno.
"Al momento non si intravede nessun beneficio del decreto "Cresci Italia" e sembra che le alternative per le Pmi siano il default o una lenta agonia - conclude Colombo -. A questo punto le uniche azioni concrete per fare ripartire la produzione sono tre: ristrutturazione del debito delle Pmi nei confronti delle banche, taglio degli sprechi reali del Paese e conseguente detassazione. Il carico fiscale in Italia è troppo alto: con questa situazione l'economia non potrà mai ripartire e il Varesotto è destinato a perdere altro impiego".