Marco Mengoni, la rivelazione è agghiacciante: il brutto disturbo che ha colpito l’artista

Marco Mengoni, nonostante il successo mondiale, ha sofferto negli anni passati una problematica di salute non indifferente, una patologia potenzialmente capace di distruggerne la carriera. Che cos’è e come ha potuto superarla? Scopriamolo insieme.

Il nome di Marco Mengoni viene solitamente associato a importanti successi, a hit che hanno dominato le classifiche per mesi, a comparse televisive rimaste nella storia. Eppure Mengoni nasconde, come tutti gli uomini di spettacolo, le  sue personali difficoltà, i propri ostacoli.

Marco Mengoni, Fonte ANSA

Un nome, una canzone. Ricordiamo infatti che Marco Mengoni è famoso a livello globale, essendo stato il primo artista italiano ad aver vinto il Best European Act agli MTV Europe Music Awards, premio conquistato nel 2010 e nuovamente nel 2015. E’ stato inoltre il primo artista italiano della storia ad esibirsi al Billboard Film & TV Music Conference di Los Angeles nel 2013.

Qual è il segreto del suo successo? Ebbene, la voce di Mengoni è caratterizzata da un timbro tipicamente soul con accenti pop rock; secondo il critico Mario Luzzatto Fegiz, la voce del cantante è inoltre “avvalorata da una modulazione originale e di straordinaria modernità con venature blues”. Le sue caratteristiche distintive sono l’estensione vocale, la duttilità interpretativa e la padronanza del mezzo vocale. Grazie a ciò è stato notato anche da Mina, che ne ha lodato il talento e il controllo vocale.

Come racconta ai microfoni del Corriere della Sera, Mengoni ha sofferto di “dismorfismo”. La parola sembra alludere a brutali deformazioni, a mutilazioni del corpo, a sofferenze fisiche e psicologiche indicibili. Eppure, ammettiamolo, Mengoni è un bell’uomo. Com’è possibile?

Che cos’è il dismorfismo? La confessione di Marco Mengoni

Marco Mengoni, foto dai Social

Si tratta, con le parole dello stesso cantante, di “un disturbo che ci fa percepire difetti inesistenti o più grandi di quanto non siano in realtà“.

Ho fatto fatica – ha svelato ai giornalisti- a capire il confine fra bellezza oggettiva e soggettiva proprio per il dismorfismo, che è una patologia, e così ho iniziato a lavorare su me stesso“. Un lavoro proseguito a lungo e con aiuto di specialisti del mestiere che ne sapessero indirizzare il processo cognitivo.

Marco Mengoni per Radio Bruno

E’ stato difficile accettare che gli altri mi vedessero bello. Alla fine fa piacere sentirselo dire, però penso che la bellezza sia quel condimento in più in un piatto che deve essere già buono“. Tanti i commenti commossi dagli utenti sui Social che ne rimarcano l’umiltà, ad esempio da Instagram un dolcissimo “Sei un raggio di sole in questo mondo“.