Ema Stokholma, le gravissime molestie subite: il triste dramma è un pugno allo stomaco

Ema Stokholma, fonte Facebook

Non deve essere stato semplice per lei raccontare tutto quello che ha subito. La sua confessione fa gelare il sangue.

Non è mai semplice denunciare dei fatti del genere, a volte bisogna infatti avere un’enorme forza per poterlo fare. A quanto pare Ema Stokholma l’ha avuta e non molto tempo ha denunciato delle cose che non dovrebbero mai capitare a nessuno. Le sue confessioni sono state come un grosso pugno allo stomaco.

È una delle speaker più amate di Rai Radio 2 e negli ultimi tempi si sta dimostrando anche un’ottima ballerina, tanto che i media la vedono come la prossima vincitrice di “Ballando con le stelle“.

Tuttavia dietro al sorriso e alla risata che non le manca mai, si nasconde un passato duro, ricco di bullismo ma anche di molestie, che nessuno dovrebbe mai vivere. Fatti che però ha avuto il coraggio di denunciare, per quanto a volte possa essere difficile raccontare determinate cose.

D’altronde lo ha detto anche il sindaco di Torino, Chiara Appendino,  che è necessario rompere il silenzio davanti alla violenza che ogni giorno le donne si ritrovano a subire. Queste infatti sono state le sue parole: “Solo pochi giorni fa avevo parlato della necessità impellente, per tutta la società, di rompere il silenzio davanti a ogni genere di violenza che viene consumato nei confronti delle donne.

Una storia davvero agghiacciante

Non dev’essere stato facile raccontare quello che le è accaduto. La sua storia infatti è piuttosto agghiacciante e quello che ha vissuto non dovrebbe mai capitare a nessuno. Purtroppo però a lei successo, nel momento in cui stava suonando a un suo concerto oltretutto.

Ema Stokholma, fonte Facebook

Si trovava insieme al suo manager e qualche altra persona nel momento in cui era accaduto il tutto. Aveva trovato un cellulare a terra, ma mai si sarebbe immaginata di trovare una cosa simile nel momento in cui lo ha raccolto: “Ero con il mio manager, che è anche il mio migliore amico, e un’altra decina di persone. Quando ho raccolto quel cellulare mi sono accorta che c’era un video delle mie parti intime di dieci minuti. E c’erano anche altri video così, di altre ragazze, tutti lunghissimi.

Successivamente poi ha trovato il proprietario del telefono, che è stato immediatamente indagato dalla polizia municipale della città. Lo ha così condotto dalle guardie e con molta tranquillità gli ha parlato. In quel momento è stata davvero coraggiosa: “L’ho portato dalle guardie, gli ho parlato, sempre col sorriso e la tranquillità, perché non bisogna essere violenti. Anche queste persone vanno aiutate. Ma non si deve fare finta di nulla: bisogna denunciare.” Non deve essere stato per nulla semplice per lei affrontare la cosa.